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Fauna Appenninica D'Altitudine

Di Filomena Ricci

Arvicola delle nevi (Chionomys nivalis Martins, 1842 - Famiglia Microtidae)

L’Arvicola delle nevi è un’arvicola di dimensioni medio-grandi, di circa 40-55 g, il pelo è di color grigio fumo sfumato di fulvo pallido sui lati, lungo e folto; a differenza delle altre arvicole i padiglioni auricolari sporgono dalla pelliccia e la coda, di colore chiaro, è relativamente lunga, circa la metà della lunghezza testa-corpo; i baffi sono particolarmente prominenti.

                               

L’Arvicola delle nevi è stata per molto tempo classificata nel genere Microtus, ma oggi si attribuisce ad un genere distinto (Chionomys) per alcune peculiarità come la forma dei molari e il numero di callosità della pianta dei piedi.

È una specie a distribuzione euroasiatica, con areale che si estende nelle zone montuose europee, dai Pirenei alle Alpi, ai Carpazi, ai Balcani e al Medio Oriente fino all’Iran.

In Italia risulta distribuita in maniera continua sulle Alpi e frammentata sugli Appennini, anche se le notizie sullo status e sulla distribuzione delle popolazioni sono ancora scarse e oggetto di studi da parte di molti ricercatori.

Tale specie ha un elevato interesse biogeografico: è penetrata in Appennino durante il periodo glaciale Würm, quando era ampiamente diffusa in tutta Europa, e vi sopravvive solo nel tratto Tosco-emiliano e sui massicci abruzzesi del Gran Sasso e della Majella.

Alla fine della glaciazione, quando molte altre specie di arvicole regredirono verso Nord, le popolazioni europee di questa specie si ritrovarono isolate in diverse zone montagnose, ad altitudini comprese fra i 1.000 e i 4.700 m s.l.m.

L’ambiente che l’Arvicola delle nevi predilige è la prateria d’alta quota, al di sopra dei 1.500 m, in presenza di rocce, pietraie e cespuglieti.

È stata osservata fino a quota 4.700 m, sul versante francese del Monte Bianco, ma può rinvenirsi anche al di sotto dei 1.000 m, in suoli sassosi e soleggiati, come quelli presenti sulle basse colline a sud della Francia.

Scava gallerie appena sotto la superficie del terreno o sotto la neve durante la stagione invernale ed utilizza spesso anfratti tra le rocce e i sassi come siti di ricovero.

Non è raro osservarla in prossimità di baite di montagne nelle quali trova rifugio.

L’Arvicola delle nevi, contrariamente a molte altre specie di arvicole, è particolarmente diurna e può essere osservata in pieno giorno sulle scarpate rocciose.

                          

È la meno prolifica tra le arvicole: ogni femmina partorisce, in genere, due volte l’anno e nascono dai 2 ai 6 piccoli. Si nutre prevalentemente delle parti verdi dei vegetali e delle loro radici, che in alcuni casi accumula nel nido.

La presenza dell’Arvicola delle nevi sul massiccio del Gran Sasso e sull’Appennino in genere, oltre a costituire un importante relitto glaciale, riveste un rilevante ruolo ecologico: è una delle poche prede presenti al di sopra del limite della vegetazione arborea costituendo, così, una fondamentale risorsa trofica per i carnivori e contribuisce alla rigenerazione della vegetazione d’alta quota.

 È, inoltre, inserita dall’IUCN (International Union for Conservation of Nature) nella lista rossa come specie minacciata, pertanto la salvaguardia del suo habitat riveste un’importanza fondamentale.

 

Distribuzione

Bibliografia

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