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Fauna Appenninica D'Altitudine

   Di Luisa Giannangeli

Vipera Dell'Orsini (Vipera ursinii; Bonaparte 1835 - Famiglia: Viperidae)

La Vipera dell’Orsini è il viperide più piccolo presente in Europa; gli adulti non raggiungono i 50 cm, coda inclusa, e le femmine tendono ad essere più grandi dei maschi.

È caratterizzata da un corpo tozzo e poco slanciato e testa compressa ai lati.

Si può confondere facilmente con la Vipera comune, dalla quale differisce per la mancanza di rialzamento della punta del muso e per la costante presenza di squame larghe sul capo, e con il Marasso, da cui si distingue per le dimensioni minori, la testa più stretta ed il muso più affilato, la narice piccola e vicino alla base della squama nasale.

Ha colorazione tendente al grigiastro, marrone pallido o giallastro, con una striscia scura a zig-zag sul dorso orlata di nero.

Le parti inferiori possono avere colore variabile ed essere nerastre, biancastre, grigie scure o anche rosate.

                             

Le squame della Vipera dell’Orsini tendono ad essere ondulate, se viste in sezione trasversale, hanno una carenatura pronunciata e sono piuttosto corte; queste caratteriste danno alla pelle un aspetto particolarmente ruvido.

È una specie a distribuzione prevalentemente balcanica, che è presente massicciamente nell’Europa dell’Est ed in popolazioni isolate e piccole in Francia meridionale, in Italia centrale, in Germania orientale, Romania, Ungheria.

Si ritiene che l'areale di distribuzione odierno sia solamente ciò che resta di una distribuzione un tempo massiccia, che coinvolgeva gran parte dell'Europa centro-meridionale, a cui è seguita una progressiva rarefazione.

Nel nostro Paese è una specie rara, che vive in popolazioni frammentate sui massicci più elevati d’Abruzzo, Umbria e Marche.

Il suo habitat è localizzato al di sopra della linea degli alberi, anche oltre ai 2000 m, in praterie d’alta quota con rocce affioranti e presenza di arbusti, come il ginepro o l’uva ursina.

Si ciba soprattutto di artropodi, ma caccia anche lucertole e piccoli mammiferi.

Il periodo degli accoppiamenti è nella stagione primaverile e la femmina mette alla luce dalle 3 alle 7 vipere perfettamente formate e molto piccole, che non superano i 15 cm.

Ha un apparato velenifero funzionante, ma il veleno molto debole e la tendenza della specie a mordere solo molto raramente, la rendono meno pericolosa di altre vipere e non si conoscono casi di avvelenamento attribuibili ad essa.

È una specie rara e protetta in Italia e le popolazioni presenti sul Gran sasso hanno un’elevata importanza per le loro caratteristiche biogeografiche e per il fatto che altrove non è così facile ritrovarle, vanno per questo tutelate e protette dai fattori che possono metterla a rischio come la cattura degli esemplari a scopo commerciale o amatoriale e l’alterazione del suo habitat naturale, dovuta a pascolo, incendi e varie attività umane negli ambienti di quota.

 

Bibliografia

ARNOLD/BURTON, Guida dei Rettili e degli Anfibi d’Europa. Franco Muzzio Editore.

PELLEGRINI MASSIMO, 2001 – Animali nella Natura in Abruzzo. Dove osservarli e come riconoscerli. Carsa Edizioni.