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Flora appenninica d'altitudine

Di Luca Del Monaco

Festuca dimorpha

 

Festuca appenninica

Famiglia: Graminaceae

Robusta graminacea caratterizzata da un areale frammentato, con un gruppo di località nelle Alpi Marittime e con un’area più estesa nell’Appennino Centrale.

Vegeta tra i 1500 ed i 2500 m.

È una tipica colonizzatrice di ghiaioni ancora mobili, con clasti di piccole e medie dimensioni.

Forma grossi ciuffi circolari compatti con le foglie e fusti eretti, che arrivano talvolta al metro di altezza.

Questo portamento le permette di svolgere un azione di freno contro il movimento del detrito, stabilizzandolo e favorendo lo sviluppo di comunità più evolute.

Tale effetto di riduzione del rotolamento dei clasti viene svolto anche grazie ad una disposizione delle piante lungo i ghiaioni in bande orizzontali.

Lo sviluppato apparato radicale, oltre che ancorarla saldamente al terreno e svolgere un’azione stabilizzatrice, riesce, allungandosi orizzontalmente, a far migrare i fusti lungo il ghiaione mantenendo la pianta costantemente sulla superficie del materiale detritico che continuamente si accumula tendendo a seppellirla.

Questa festuca, oltre che sul nostro territorio, è presente anche sul versante francese delle Alpi Marittime, ed è segnalata da Hackel sui Carpazi.

Nell’Appennino abbonda sull’Appennino Umbro – Marchigiano, sui Sibillini, quindi sul Terminillo e in tutte le principali vette abruzzesi.

Nel Parco Nazionale d’Abruzzo diviene progressivamente meno comune, raggiungendo le stazioni più meridionali sui monti campani.

Nell’Appennino meridionale è nota soltanto per il monte Sirino, ma andrebbe ulteriormente ricercata .