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Fauna Appenninica D'Altitudine

Di Stefano De Ritis

     Fringuello alpino Montifringilla nivalis

Il genere Montifringilla è composto da uccelli tipicamente di alta montagna (al di sopra dei 1800 metri), di piccole dimensioni (da un minimo di 13,5 cm ad un massimo di 17 cm.), la colorazione delle ali è sempre bianca e nera con diversi modelli di colorazione a seconda della specie, il colore del dorso è quasi sempre marrone scuro con differenti sfumature a seconda della specie.

Solo Montifringilla nivalis è presente anche nel Paleartico occidentale, le altre 6 specie sono presenti solo nel Paleartico Orientale:

Montifringilla theresae: diffuso sulle montagne dell’Afghanistan.

Montifringilla blandorfi, Montifringilla ruficollis e Montifringilla taczanowskii: si trovano nella parte ovest del Tibet Cinese.

Montifringilla davidiana: si trova in Russia sugli Altai e sulle montagne a nord-ovest della Cina.

Montifringilla adamsi: si trova nella zona del Kashmir , in Nepal (sulla cresta dell’ Himalaya) e sulle montagne a nord-ovest della Cina.

Le sottospecie di Montifringilla nivalis

Il Fringuello alpino è una specie politipica, vale a dire presente nel suo areale con più di una sottospecie (o razza geografica), cioè con popolazioni che si differenziano fra di loro non solo per la diversa regione occupata ma anche in base a uno o più caratteri morfologici posseduti dalla totalità o da gran parte dei rispettivi componenti.

Si presenta di seguito un elenco delle 8 sottospecie conosciute:

Montifringilla nivalis nivalis. Linnaeus 1766

Distribuito dal sud dell’Europa fino al nord della Spagna attraversando Corsica, Italia e le Alpi fino ai Balcani e la Grecia.

Montifringilla nivalis leucura. Bonaparte 1855

Distribuito nel sud-est dell’Asia Minore.

Montifringilla nivalis alpicola. Pallas 1831

In Caucaso, a nord-ovest e nord dell’Iran, sull’ Hindu Kush (Afghanistan) e ad ovest del Pamir.

Montifringilla nivalis gaddi. Zarudny e Loudon 1904

Si trova nelle montagne del Zagros ( sud ovest dell’Iran).

Montifringilla nivalis tianshanica. Keve 1943

Sui monti Alayssky e Chatkal’skiy attraversando ad ovest il Tien Shan fino al Kokshall-Tau (ad ovest dell’ex-U.R.S.S. , in Asia centrale).

Montifringilla nivalis groum-grzimaili. Zaurudny e Loudon 1904

Ad est del Tien Shan e del Bodgo Ula ( a nord di Sinkiang in Cina), sugli Altai in Russia e, forse questa sottospecie, a sud-ovest della Mongolia.

Montifringilla nivalis kwnlunensis. Bianchi 1908

Sulle montagne del Kun Lun e dell’Astin Tagh a sud di (Sinkiang) e, forse questa sottospecie, nell’area del Nan Shan (nella Cina centrosettentrionale).

Montifringilla nivalis adamsi. Adams 1859

Nella frangia sud-est dell’altopiano del Tibet, da Ladakh (India) ad est di Tsinghai (Cina).

 

La distribuzione di Montifringilla nivalis

Il Fringuello alpino (Montifringilla nivalis) è una specie tipica delle alte quote, oltre il limite della vegetazione arborea (Cramp & Perrins 1994).

Il suo areale è molto ampio, dall'estremo limite orientale dell'Himalaja fino all'Europa occidentale (Pirenei).

Mentre sull'Himalaja la distribuzione appare piuttosto omogenea, per la continuità ambientale dell'area, in Europa tutte le popolazioni (Pirenei, Alpi, Appennino e Balcani) appaiono ben isolate fra di loro e strettamente legate ai maggiori massicci montuosi (Holzinger 1993, Meschini & Frugis 1993).

Solitamente la specie nidifica a quote maggiori di 1800 metri s.l.m., mentre può compiere erratismi in periodo invernale a quote più basse (Cheylan 1973).

In Italia il Fringuello alpino è presente con due popolazioni ben separate, quella alpina e quella appenninica (Meschini & Frugis 1993).

La maggiore continuità ambientale presente nell'arco alpino consente una diffusione più omogenea della specie, mentre nell'Appennino la specie è presente solo nel settore centrale abruzzese e marchigiano.

Sul territorio italiano la stima della presenza ammonta a 3.000-6.000 coppie (Meschini & Frugis, 1993), anche se non si conosce la reale consistenza delle due popolazioni.


 

Caratteristiche  morfologiche e comportamento

Il fringuello alpino è lungo circa 17 cm. con una apertura alare di 34-38 cm.

La struttura invece richiama particolarmente il passero (genere Passer) specialmente nel becco più robusto, la testa più angolata, la coda più lunga e snella e le ali più corte. Il becco è nerastro in primavera e giallo d’inverno.

I giovani mostrano una testa più scura e la mancanza di bavero sotto il collo.

I sessi sono differenti solo se guardati da distanze brevi.

I maschi hanno la testa grigia, posteriormente di marrone scuro, con le penne centrali nere se viste da vicino. Il dorso e l’apice della coda sono di bruno cioccolato ma con contrasti di penne bianche. Le ali aperte mostrano un lungo bianco pannello bordato di nero; le remiganti sono nere.

In volo il modello delle ali appare simile a quello del maschio adulto dello zigolo delle nevi apparendo completamente bianco nella parte inferiore e di colore più scuro ai bordi delle ali.

Le femmine adulte assomigliano molto ai maschi, ma con piumaggio con minor contrasti di colori, con la testa più sfumata di marrone, con il bavero più piccolo e meno scuro, con il dorso, le ali e la coda più scura.

Il comportamento ricorda sia i fringuelli che i passeri , ma non sostano mai sugli alberi, spesso posano alzando e vibrando la coda all’insù.

Sono alquanto socievoli, si possono trovare anche in grossi gruppi (comunque non più di un centinaio di individui). Addomesticati sfruttano le risorse di cibo provviste dall’uomo.

Il suono è simile a quello dei passeri con una monotona ripetizione di trillii (del tipo “sitticher-sitticcher-sitticher… “). Quando sono sotto pressione sviluppano un più lungo e severo suono (tipo “tswaa”) nell’atto di fuggire.

L’habitat

Montifringilla nivalis si riproduce nelle elevate quote alpine e subalpine nelle zone temperate e caldo-temperate lungo le medie latitudini del Paleartico, probabilmente sotto l’isoterma di 10 °C,

Sulle Montagne dell’Abruzzo sopra i 2100 m. e nelle Alpi Svizzere solitamente sopra i 3000 m., in Caucaso normalmente tra i 2750 m. e 3160 m. e in Tibet sopra i 5300 m.

In inverno, solitamente, rimane a quote simili e, solo occasionalmente, sotto i 1000-1500 m. (Dementiev e Gladkov 1954; Voous 1960 b; Glutz von Blotzheim 1962).

In Svizzera, abita le praterie sopra la linea degli alberi (evitando regolarmente i piccoli tronchi in crescita), i pendii ghiaiosi, i massi sulle creste sui picchi o nei passi.

L’habitat, di solito, include la scelta di adatte fessure di facciate rocciose (spesso fianco a fianco con i rondoni (Apus apus) o i rondoni alpini (A. melba).

Più comunemente si trova su costruzioni: casolari, strutture che proteggono contro le valanghe, cataste di legno, anche edifici e rifugi abitati, la cui antropizzazione può contribuire significativamente alla loro dieta (Glutz von Blotzheim 1962; Lupus et al. 1978).

Per alimentarsi frequenta il suolo o sui terreni coperti da neve o nelle vicinanze.

Ecologicamente, i fringuelli alpini, possono essere considerati la controparte alpina del Passero domestico (Passer domesticus). Hanno infatti acquistato vantaggi simili, dovuti all’attuale diffusione dello sfruttamento da parte dell’uomo degli habitat montani nei quali, in passato, non potevano trarre vantaggi per quanto riguarda il cibo ed il riparo.

Vedi anche Studio della Biologia riproduttiva - Stazione Ornitologica C. Imperatore

L'alimentazione

I Fringuelli alpini si cibano soprattutto di invertebrati e di semi: in primavera ed estate insetti e ragni, in inverno soprattutto semi, in ogni caso, quest’ultimi, sia allo stato selvatico sia se da materiale abbandonato dall’uomo. Si alimentano quasi sempre al suolo, tranne in autunno quando prelevano semi anche sulle piante.

In inverno, spesso, frequentano edifici artificiali e stazioni turistiche (Munch 1957; Glutz von Blotzheim 1962; Gatson 1968; Wherle 1989; Heiniger 1991).

Si alimentano in gruppo, dei rifiuti abbandonati dall’uomo nelle stazioni invernali per poi ritornare nei dormitori alla sera.

In primavera preferiscono le aree soleggiate per procurarsi invertebrati nei pendii dove è presente neve . Molti insetti, infatti sono trasportati dal vento sui nevai dove rimangono immobili sulla superficie.

Una fonte molto importante di cibo sono le larve di Tipulidi (un Dittero) che emergono in giugno-luglio con lo sciogliersi della neve. Generalmente non vengono prelevati nella precoce mattinata, quando è molto freddo e le larve sono intrappolate sotto lo strato di ghiaccio nell’acqua , solo con l’avanzare del giorno vengono presi gli invertebrati (Heiniger 1991).

Vedi anche Studio dell'alimentazione - Stazione Ornitologica C. Imperatore

I movimenti

In prevalenza residenti, alcuni uccelli attuano movimenti altitudinali , specialmente quelli con areale più ad est; quelli con areale ad ovest attuano migrazioni di breve distanza.

Il modello non è completamente conosciuto, ciò è dovuto in parte alla mancanza di osservatori in alta altitudine ed in parte ai bassi numeri dei gruppi di individui; non esistono informazioni sull’età dei migratori.

Spesso sono descritti come completamente residenti, con isolati rapporti di avvistamenti lontano dal loro areale imputabili a vagabondaggi.

Tuttavia, recenti registrazioni sopra la linea degli alberi in montagne periferiche mostrano che piccoli gruppi svernano regolarmente ad almeno 300 Km. dal sito di riproduzione.

La specie in Abruzzo

In Abruzzo la specie è presente su tutti i maggiori massicci montuosi: Parco Nazionale d'Abruzzo Terratta, Monte Greco; (Di Carlo 1972, Antonucci & Bernoni ex verbis), Majella (Pellegrini ex verbis), Velino-Sirente , Gran Sasso (Bernoni in AA.VV. 1996) e Monti della Laga (Tassi 1968).

Bernoni nel 1996 ha stimato una consistenza di 200-300 coppie per il Gran Sasso e 30-50 coppie per la Laga.

Questo autore ha sottolineato l'importanza della popolazione di tale area per la popolazione appenninica nel suo complesso.

Per tutti i massicci mancano, ovviamente, informazioni relative alla dinamica della popolazione di questa specie.